L’11 novembre è San Martino, e quasi ogni anno, intorno a questa data, arrivano alcuni giorni di tepore inatteso: è l’estate di San Martino, l’ultimo respiro mite prima del freddo vero. La leggenda racconta che Martino, soldato romano, incontrò un mendicante intirizzito e divise con lui il proprio mantello tagliandolo in due con la spada; e che in quel momento il cielo si aprì e il sole tornò a scaldare la terra. È una festa di condivisione e di calore, che in molte regioni si celebra con castagne e vino nuovo.
Questa ricetta è il nostro modo di festeggiarla: una bevanda calda di arancia, zenzero e miele, con il limone primofiore appena arrivato. Gli agrumi sono la grande novità di novembre: le prime arance Navel, i limoni della nuova stagione, presto le clementine. Portano in tazza la luce del sole d’inverno, proprio quando le giornate si accorciano di più.
Lunedì abbiamo raccontato la propoli, la resina con cui le api sigillano l’alveare per l’inverno. Il miele di questa bevanda viene dallo stesso mondo, e la bevanda stessa è un piccolo rito della sera per i primi freddi: si prepara in dieci minuti, si beve lentamente, magari dividendola con qualcuno, come il mantello di Martino. Il segreto è uno solo: non far mai bollire il succo e non mettere il miele nella tazza bollente.
Note e Varianti
Variante “di San Martino”: per una versione che ricorda il vin brulé, ma senza alcol, sostituire metà dell’acqua con 150 ml di succo d’uva rossa, aggiungendolo al punto 4 insieme al succo degli agrumi, con una stecca di cannella in più e un anice stellato messi in infusione fin dall’inizio. È la bevanda perfetta da accompagnare alle castagne della festa.
Con le clementine: a fine novembre, quando arrivano le clementine, si può sostituire l’arancia con il succo di tre clementine: il gusto diventa più dolce e profumato.
Quale miele: il millefiori è il più versatile; il miele di castagno, scuro e leggermente amaro, si sposa benissimo con lo zenzero; l’acacia è il più delicato e lascia parlare gli agrumi.
Con qualche goccia di propoli: chi usa abitualmente la propoli può aggiungerne qualche goccia nella tazza tiepida, insieme al miele. Una formulazione senza alcol, come la Propoli Gocce dell’Emporium, si scioglie facilmente nella bevanda. Non va usata da chi è allergico ai prodotti dell’alveare.
Versione vegana: sostituire il miele con sciroppo d’acero, da aggiungere sempre alla fine.
Attenzioni:
- Il miele non va dato ai bambini sotto l’anno di età, per il rischio di botulismo infantile: per loro, niente miele, nemmeno in piccole quantità.
- Chi soffre di reflusso o gastrite può trovare irritanti gli agrumi e lo zenzero, soprattutto la sera: meglio una versione con meno limone e meno zenzero, o una semplice tisana.
- Chi è allergico ai prodotti dell’alveare deve evitare sia il miele sia la propoli.
Conservazione: l’infuso di zenzero e scorze, senza succo e senza miele, si conserva in frigorifero per 2 giorni: basta scaldarlo e completarlo al momento.
Nota botanica — Zingiber officinale e gli agrumi d’inverno
Lo zenzero (Zingiber officinale) è il rizoma, cioè il fusto sotterraneo, di una pianta tropicale della stessa famiglia del cardamomo e della curcuma. Il suo sapore pungente e caldo viene da sostanze chiamate gingeroli, che con la cottura si trasformano in parte in shogaoli, ancora più piccanti: per questo lo zenzero bollito a lungo diventa più deciso. In cucina è una spezia; nella tradizione erboristica è uno dei rimedi più conosciuti per la digestione e per la nausea.
Gli agrumi di novembre (arance Navel, limoni primofiore, presto clementine e mandarini) sono tra le fonti più semplici di vitamina C della stagione fredda, sostanza che contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario. Un motivo in più per portarli in tavola ogni giorno, freschi e crudi, e non solo in tazza.
Questa ricetta è satellite dell’articolo di novembre di Emporium Sadalmelik: Propoli: proprietà del sigillo che protegge l’alveare.
Altre bevande calde dal Ricettario: Latte d’oro · Sciroppo di rosa canina e miele