Cavolfiore arrosto intero con pinoli, uvetta e capperi

Un cavolfiore intero, sbollentato e poi arrostito fino a diventare dorato, condito alla siciliana con pinoli tostati, uvetta, capperi e pangrattato croccante. Dolce, sapido e scenografico, si porta in tavola intero e si taglia a spicchi: il secondo vegetale per le cene d’inverno. Satellite dell’articolo sul pino mugo, dal Ricettario di Novembre di Emporium Sadalmelik.
DIFFICOLTÀ: facile
PREPARAZIONE: 20 minuti MIN.
COTTURA: 1 ora circa MIN.

CARATTERISTICHE

DIFFICOLTÀ: facile
PREPARAZIONE: 20 minuti MIN.
COTTURA: 1 ora circa MIN.
INGREDIENTI PER 4 porzioni come secondo vegetale, 6 come contorno PERSONE

Per il cavolfiore

  1. 1 cavolfiore bianco intero (circa 1-1,2 kg), con qualche foglia esterna
  2. 1 foglia di alloro
  3. 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  4. ½ cucchiaino di paprika dolce (oppure un pizzico di curcuma)
  5. Sale grosso per l’acqua, sale fino e pepe nero

Per il condimento

  1. 30 g di uvetta
  2. 30 g di pinoli
  3. 1 cucchiaio di capperi sotto sale
  4. 40 g di pangrattato (meglio se da pane raffermo)
  5. 1 spicchio d’aglio
  6. 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  7. La scorza grattugiata di ½ limone non trattato
  8. 1 ciuffo di prezzemolo
  9. 1 pizzico di peperoncino (facoltativo)

DESCRIZIONE

C’è un momento, quando si apre il forno, in cui un cavolfiore arrosto intero smette di essere un ortaggio umile e diventa il centro della tavola: dorato fuori, tenero dentro, da portare intero e tagliare a spicchi davanti a tutti, come un arrosto. Novembre è il mese delle crucifere, e il cavolfiore ne è il più gentile: dolce, morbido, capace di prendere il sapore di ciò che gli si mette accanto.

Accanto, questa volta, mettiamo un condimento che viene dalla Sicilia, dove il cavolfiore si chiama “broccolo” e si cucina da secoli con pinoli, uvetta e capperi: dolce, sapido e croccante nello stesso boccone, con il pangrattato tostato che i siciliani chiamano muddica atturrata, il “formaggio dei poveri”. È la stessa combinazione della celebre pasta con i broccoli arriminati, portata sul cavolfiore intero.

Lunedì abbiamo raccontato il pino mugo, la pianta che vive sopra il limite del bosco e profuma l’aria di montagna. Il mugo non dà pinoli da mangiare, ma il suo parente di pianura, il pino domestico, sì: questa ricetta porta in tavola la stessa famiglia di alberi sempreverdi. Ed è un piatto che anticipa le cene di dicembre: scenografico, vegetale, adatto a tutti, si prepara quasi da solo mentre il forno lavora.


Note e Varianti

Senza sbollentare: si può arrostire il cavolfiore crudo, avvolto in carta da forno per i primi 40 minuti e poi scoperto per altri 30-40, finché è dorato. Il risultato è più compatto e il tempo più lungo.

Con le acciughe: per la versione siciliana più classica, sciogliere 3-4 filetti di acciuga nell’olio caldo prima di tostare il pangrattato.

Con lo zafferano: sciogliere una bustina di zafferano in un cucchiaio di acqua calda e unirla all’olio con cui si spennella il cavolfiore: diventerà dorato come la pasta con i broccoli arriminati.

Cavolfiori colorati: a novembre si trovano anche il cavolfiore viola, quello arancione e il broccolo romanesco: funzionano tutti, con tempi di forno leggermente più brevi per il romanesco.

Senza glutine: sostituire il pangrattato con pangrattato senza glutine o con mandorle tritate grossolanamente e tostate.

Per accompagnare: un cucchiaio di yogurt greco con limone e un pizzico di sale sul fondo del piatto, oppure una semplice insalata di arance e finocchi.

L’odore di cottura: i cavoli in cottura liberano composti solforati dal tipico odore. La foglia di alloro nell’acqua e la breve bollitura lo attenuano molto.

Conservazione: il cavolfiore arrostito si conserva in frigorifero per 2 giorni; il condimento va tenuto a parte, in un barattolo chiuso, per non perdere la croccantezza.


Nota botanica — Pinus pinea, dal pinolo alla gemma

I pinoli sono i semi del pino domestico (Pinus pinea), il pino a ombrello delle coste mediterranee e delle ville romane. Maturano dentro grandi pigne che impiegano tre anni a formarsi, e vanno estratti uno a uno dal loro guscio legnoso: per questo i pinoli mediterranei sono tra i semi più preziosi della cucina italiana. Sono ricchi di grassi buoni, proteine e minerali come il magnesio.

Conviene leggere l’etichetta: una parte dei pinoli in commercio proviene da specie asiatiche diverse dal pino domestico, e alcune di queste sono state associate alla cosiddetta “sindrome da pinoli”, un’alterazione temporanea del gusto, con sapore amaro o metallico in bocca per qualche giorno. Chi è allergico alla frutta a guscio o ai semi deve fare attenzione anche ai pinoli.

Il pino domestico è parente stretto del pino mugo di cui parla l’articolo di questa settimana: lo stesso genere Pinus, la stessa natura sempreverde. In cucina ne usiamo i semi; nella tradizione gemmoterapica si usano le gemme del pino montano, che l’Emporium propone nel Pino Macerato Glicerico. Due piani diversi, lo stesso albero che non si spoglia.


Questa ricetta è satellite dell’articolo di novembre di Emporium Sadalmelik: Pino mugo: proprietà del respiro sempreverde di montagna.

Altre ricette con le verdure d’inverno dal Ricettario: Zuppa di ceci e cavolo nero al rosmarino · Crauti fermentati tradizionali

PREPARAZIONE

1. Preparare il cavolfiore. Eliminare le foglie esterne più dure, tenendo quelle piccole e tenere attaccate alla base, che in forno diventeranno croccanti. Rifilare il gambo in modo che il cavolfiore stia in piedi da solo. Con un coltellino incidere una croce profonda alla base del gambo: aiuterà il calore ad arrivare al cuore.2. Sbollentarlo intero. Portare a bollore una pentola capiente di acqua salata con la foglia di alloro. Immergere il cavolfiore intero, con la cima verso il basso, e cuocerlo 8-10 minuti, finché la punta di un coltello entra nel gambo con una leggera resistenza. Scolarlo con delicatezza e lasciarlo asciugare 10 minuti a testa in giù su un canovaccio: deve essere ben asciutto per dorarsi.3. Ammollare l’uvetta e dissalare i capperi. Nel frattempo mettere l’uvetta in una ciotolina con acqua tiepida per 10 minuti. Sciacquare i capperi sotto l’acqua corrente e lasciarli in acqua fredda per qualche minuto, poi asciugarli e tritarli grossolanamente.4. Arrostire. Accendere il forno a 200 °C, statico. Mescolare 4 cucchiai di olio con la paprika, un pizzico di sale e una macinata di pepe. Mettere il cavolfiore in una teglia o in una pirofila di ghisa e spennellarlo ovunque con l’olio aromatico. Infornare per 40-50 minuti, spennellando a metà cottura con l’olio rimasto sul fondo, finché è dorato e la lama di un coltello entra nel cuore senza resistenza.5. Tostare i pinoli. In una padella asciutta tostare i pinoli a fuoco medio per 2-3 minuti, mescolando spesso, finché diventano dorati e profumati. Toglierli subito dalla padella, perché bruciano in un attimo.6. Il pangrattato croccante. Nella stessa padella scaldare 3 cucchiai di olio con lo spicchio d’aglio schiacciato. Quando l’aglio è dorato toglierlo, unire il pangrattato e tostarlo a fuoco medio-basso per 3-4 minuti, mescolando di continuo, finché è color nocciola. Spegnere e aggiungere la scorza di limone e il peperoncino, se piace.7. Il condimento. Unire al pangrattato i pinoli, l’uvetta strizzata, i capperi tritati e il prezzemolo tritato. Mescolare e assaggiare.8. Servire. Portare il cavolfiore intero in tavola su un piatto da portata, coprirlo con il condimento lasciandone cadere un po’ anche intorno, e un filo di olio a crudo. Tagliarlo a spicchi come una torta, direttamente a tavola.

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