Zuppa di ceci e cavolo nero al rosmarino

Il cavolo nero dopo la prima brinata diventa più dolce, e novembre è il suo mese. Con i ceci, il rosmarino e una foglia di alloro diventa una zuppa calda e cremosa, senza panna né farine: una parte dei ceci frullati fa tutto il lavoro. Satellite dell’articolo sulla quercia, è il piatto della forza della terra, con una variante toscana al pane raffermo. Dal Ricettario di Novembre di Emporium Sadalmelik.
DIFFICOLTÀ: facile
PREPARAZIONE: 20 minuti MIN.
COTTURA: 2 ore MIN.

CARATTERISTICHE

DIFFICOLTÀ: facile
PREPARAZIONE: 20 minuti MIN.
COTTURA: 2 ore MIN.
INGREDIENTI PER 4 porzioni come piatto unico PERSONE

Per i ceci

  1. 250 g di ceci secchi (oppure 2 barattoli di ceci già cotti, circa 480 g sgocciolati)
  2. 1 foglia di alloro
  3. 1 rametto di rosmarino

Per la zuppa

  1. 1 mazzo di cavolo nero (circa 300 g)
  2. 1 cipolla dorata
  3. 1 carota
  4. 1 costa di sedano
  5. 2 spicchi d’aglio
  6. 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro (facoltativo)
  7. 1 litro di brodo vegetale caldo (più l’acqua di cottura dei ceci, se serve)
  8. 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  9. Sale fino e pepe nero macinato al momento
  10. 1 pizzico di peperoncino (facoltativo)

Per l’olio al rosmarino

  1. 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  2. 1 rametto di rosmarino
  3. 1 spicchio d’aglio in camicia

Per la variante “quasi ribollita” (facoltativa)

  1. 4 fette di pane toscano raffermo o di pane casereccio senza sale


DESCRIZIONE

Lunedì abbiamo raccontato la quercia, l’albero che a novembre trattiene le sue foglie secche e custodisce l’inverno: la forza che non ha fretta, quella che dura. Questa ricetta è la stessa forza portata in pentola. Due soli protagonisti, un legume e una verdura dell’orto d’inverno, cotti lentamente con il rosmarino e l’alloro: una zuppa di ceci e cavolo nero che scalda, nutre e sazia senza appesantire.

In Toscana si dice che il cavolo nero vada raccolto dopo la prima brinata, e non è un modo di dire: con il freddo la pianta trasforma parte dei suoi amidi in zuccheri, e le foglie diventano più tenere e dolci. Novembre è il suo mese. I ceci, dal canto loro, sono il legume della pazienza: vanno messi in ammollo la sera prima e cotti a lungo, e ripagano con una consistenza cremosa che nessun barattolo eguaglia.

Il segreto di questa zuppa sta in un gesto semplice: una parte dei ceci viene frullata e rimessa in pentola, così il brodo diventa vellutato senza bisogno di panna o farine. Il rosmarino arriva due volte, nella cottura e alla fine, in un filo d’olio aromatico versato a crudo. Chi ama la versione toscana più rustica può aggiungere fette di pane raffermo tostato sul fondo del piatto, e avrà quasi una ribollita.


Note e Varianti

Il brodo: un brodo vegetale fatto in casa fa la differenza. Se vuoi recuperare bucce e scarti di verdura, trovi la nostra ricetta del brodo vegetale con gli scarti di cucina. In alternativa, si può usare tutta acqua di cottura dei ceci, che è saporita e leggermente densa.

Senza glutine: la zuppa è naturalmente senza glutine. Attenzione solo alla variante con il pane e al dado, se si usa un brodo pronto.

Con altri cavoli: se non trovi il cavolo nero, usa la verza tagliata a listarelle o le cime di rapa: cambiano il carattere della zuppa, più dolce la prima, più amarognole le seconde.

Più ricca: aggiungi negli ultimi 10 minuti una manciata di pasta corta (ditalini o mezze maniche) o di farro perlato già cotto, e avrai un piatto unico ancora più sostanzioso.

Ceci e digestione: l’ammollo lungo, il cambio dell’acqua e la foglia di alloro in cottura sono le attenzioni tradizionali per rendere i legumi più digeribili. Chi non è abituato a mangiarli può iniziare frullando una parte maggiore dei ceci.

Conservazione: la zuppa si conserva in frigorifero, in un contenitore chiuso, per 3 giorni, e il giorno dopo è ancora più buona. Si può anche congelare in porzioni, senza il pane, per 2-3 mesi.

Una nota per chi assume anticoagulanti: il cavolo nero, come tutte le verdure a foglia verde scura, è molto ricco di vitamina K. Chi segue una terapia con anticoagulanti antagonisti della vitamina K non deve eliminarlo, ma è bene che ne mantenga un consumo regolare e costante e ne parli con il proprio medico.


Nota botanica — Brassica oleracea, il cavolo che ama il freddo

Il cavolo nero (Brassica oleracea var. palmifolia, detto anche cavolo toscano o lacinato) è una delle forme più antiche di cavolo coltivate in Italia: non forma la testa, ma un fusto alto da cui si raccolgono le foglie una alla volta, dal basso verso l’alto, per tutto l’inverno. Come le altre crucifere è ricco di fibre, vitamina C, vitamina K e calcio, e contiene i glucosinolati che danno ai cavoli il loro tipico sapore leggermente amarognolo.

Il rosmarino che accompagna la zuppa è la stessa pianta che l’Emporium propone in forma di gemmoderivato: il Rosmarino Macerato, che la tradizione gemmoterapica dedica alla vitalità e alla lucidità. In cucina è un aroma; nel macerato diventa un rimedio tradizionale. Due piani diversi, la stessa pianta sempreverde che non si arrende al freddo.

PREPARAZIONE

1. Ammollare i ceci. La sera prima, mettere i ceci secchi in una ciotola capiente, coprirli con abbondante acqua fredda (almeno il triplo del loro volume) e lasciarli in ammollo per 12 ore. Se si usano ceci in barattolo, saltare questo passaggio e il successivo, e sciacquarli bene sotto l’acqua corrente.2. Cuocere i ceci. Scolare e sciacquare i ceci. Metterli in una pentola con acqua fredda che li superi di almeno tre dita, la foglia di alloro e il rametto di rosmarino. Portare a bollore, schiumare, abbassare la fiamma e cuocere a fuoco dolce con il coperchio socchiuso per 1 ora e mezza – 2 ore, finché i ceci sono teneri (in pentola a pressione bastano 30-35 minuti dal fischio). Salare solo verso la fine. Tenere da parte un mestolo di acqua di cottura ed eliminare alloro e rosmarino.3. Preparare il cavolo nero. Lavare le foglie di cavolo nero. Con un coltello, staccare la costa centrale dura da ogni foglia, tenendo solo la parte verde. Arrotolare le foglie e tagliarle a striscioline di circa 1 cm.4. Il soffritto. Tritare finemente cipolla, carota e sedano. In una pentola dal fondo spesso scaldare 3 cucchiai di olio, unire il trito e gli spicchi d’aglio schiacciati, e far appassire a fuoco dolce per 8-10 minuti, mescolando, finché le verdure sono morbide e dorate. Se si usa il concentrato di pomodoro, aggiungerlo ora e lasciarlo tostare un minuto. Eliminare l’aglio.5. Unire il cavolo nero. Aggiungere il cavolo nero a striscioline e lasciarlo insaporire 3-4 minuti nel soffritto, finché si ammorbidisce e si riduce di volume.6. Unire i ceci e il brodo. Aggiungere i ceci cotti, tenendone da parte circa un terzo. Versare il brodo vegetale caldo, portare a bollore e cuocere a fuoco medio-basso per 20-25 minuti, finché il cavolo nero è tenero.7. Rendere la zuppa cremosa. Frullare il terzo di ceci tenuto da parte con un mestolo di brodo o di acqua di cottura, fino a ottenere una crema liscia. Rimetterla nella pentola e mescolare: la zuppa diventerà vellutata. Regolare di sale, pepe e, se piace, di peperoncino. Se risulta troppo densa, allungarla con un po’ di acqua di cottura dei ceci.8. L’olio al rosmarino. In un pentolino scaldare a fuoco molto basso 3 cucchiai di olio con il rametto di rosmarino e lo spicchio d’aglio in camicia leggermente schiacciato, per 3-4 minuti, senza far friggere. Spegnere e lasciare in infusione.9. Servire. Distribuire la zuppa nei piatti e completare con un filo di olio al rosmarino e una macinata di pepe. Per la variante “quasi ribollita”, tostare le fette di pane, strofinarle con l’aglio, adagiarle sul fondo dei piatti e versarci sopra la zuppa.

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