Propoli proprietà: l’alveare si prepara all’inverno
Se a novembre apri con cautela un’arnia, ti accorgi che qualcosa è cambiato. L’ingresso, largo e affollato d’estate, si è ristretto. Le fessure tra i telaini sono state chiuse una per una con una sostanza bruna, appiccicosa, dal profumo resinoso e balsamico. Le api hanno costruito il loro muro d’inverno. Quella sostanza è la propoli, e le sue proprietà sono da secoli tra le più studiate e raccontate del mondo dell’alveare.
È un gesto che si ripete ogni autunno, da milioni di anni. Le api bottinatrici smettono di cercare nettare, ormai scarso, e si dedicano alle resine: le raccolgono dalle gemme e dalle cortecce degli alberi, le trasportano nelle cestelle delle zampe posteriori, le lavorano con la cera e le proprie secrezioni. Poi le usano per sigillare, rinforzare, proteggere.
Novembre è il mese in cui anche noi, come l’alveare, chiudiamo le finestre e ci prepariamo al freddo. Ed è il mese in cui la propoli torna nelle nostre borse e nei nostri cassetti. Vale la pena conoscerla meglio, senza miti e senza promesse.
Pro-polis: davanti alla città
La parola viene dal greco: pro, davanti, e polis, città. La propoli è ciò che sta davanti alla città, a sua difesa. Il nome dice già tutto: per gli antichi l’alveare era una città vera e propria, con le sue leggi e le sue mura, e la propoli era il bastione all’ingresso.
Aristotele ne parla nella sua Storia degli animali, descrivendola come una sostanza scura che le api usano per chiudere le aperture dell’arnia. Plinio il Vecchio, qualche secolo dopo, ne distingueva diverse qualità e ne raccontava l’uso nella medicina popolare del suo tempo.
Il mausoleo dell’alveare
C’è un comportamento delle api che spiega meglio di ogni altro la funzione della propoli. Quando un intruso troppo grande per essere trascinato fuori, un topolino o una lucertola, entra nell’arnia e viene ucciso dalle guardie, le api non possono rimuoverlo. Allora lo ricoprono interamente di propoli, sigillandolo. Il corpo resta lì, isolato, senza decomporsi né contaminare l’alveare. Le api, in un certo senso, costruiscono un piccolo mausoleo.
Da dove viene la propoli e perché non è mai uguale
Una delle cose più importanti da sapere sulla propoli è che non esiste una propoli sola. La sua composizione dipende dalle piante da cui le api raccolgono le resine, e quindi dal luogo e dalla stagione1. Con la composizione cambiano anche le proprietà della propoli.
La propoli europea
In Europa e nelle zone temperate le api raccolgono soprattutto le resine delle gemme di pioppo, e in misura minore di betulla, ippocastano, ontano e conifere. La propoli che ne deriva, detta “di tipo pioppo”, è ricca di flavonoidi e di acidi fenolici, come la crisina, la pinocembrina, la galangina e un composto molto studiato, il CAPE (estere fenetilico dell’acido caffeico).
Le altre propoli del mondo
In Brasile esiste una famosa propoli verde, ottenuta da un arbusto locale, il Baccharis dracunculifolia, con una composizione completamente diversa. Nelle zone tropicali e mediterranee le api usano altre piante ancora. Per questo due prodotti a base di propoli possono essere molto diversi tra loro, ed è il motivo per cui conta sapere come è stata estratta e titolata.
Estratti alcolici e senza alcol
La propoli grezza non si scioglie in acqua. Per secoli la si è estratta in alcol, ottenendo la classica tintura dal sapore forte e pungente. Oggi esistono anche estratti in acqua e glicerina, senza alcol, che si sciolgono facilmente e sono più adatti a chi non vuole o non può assumere alcol. La titolazione in polifenoli indica la quantità di sostanze attive presenti.
Le proprietà della propoli tra tradizione e ricerca
Le proprietà della propoli sono conosciute dalla tradizione popolare di molti paesi, che l’ha usata soprattutto per la gola, la bocca e le piccole ferite della pelle. Negli ultimi decenni la ricerca scientifica le ha dedicato centinaia di studi2.
Propoli proprietà: cosa dice la ricerca
In laboratorio, gli estratti di propoli hanno mostrato attività antiossidante e antimicrobica nei confronti di diversi batteri e funghi, e alcuni studi ne hanno esplorato l’effetto sulla risposta infiammatoria. È coerente con il suo ruolo nell’alveare: un ambiente caldo, umido, affollato, che dovrebbe essere un paradiso per i microrganismi e invece resta sorprendentemente sano.
Va detto con chiarezza, però, che i risultati ottenuti in laboratorio non si trasferiscono automaticamente sull’essere umano. Gli studi clinici sono pochi, spesso piccoli, e difficili da confrontare proprio perché ogni propoli ha una composizione diversa.
Cosa dice l’Europa
La propoli non è un medicinale vegetale e non ha una monografia dell’Agenzia europea per i medicinali. Le proprietà della propoli sulle difese immunitarie, inoltre, non sono tra le indicazioni sulla salute autorizzate nell’Unione Europea3: l’EFSA ha valutato le prove disponibili e non le ha ritenute sufficienti. Per questo, correttamente, nessun prodotto può promettere che la propoli “rinforzi le difese” o “combatta i virus”.
L’uso tradizionale: la gola nei mesi freddi
Quello che resta è un uso tradizionale solido e diffuso: la propoli come compagna dei mesi freddi, per il benessere della gola e del cavo orale, soprattutto nei cambi di stagione, quando la voce si abbassa e la gola si fa sensibile. È la propoli per la gola che tutti conosciamo, quella dello spray o delle gocce in borsa.
Come si usa la propoli nei mesi freddi
Nella pratica tradizionale la propoli si usa soprattutto in gocce o spray, nei mesi freddi e ai cambi di stagione. Le dosi precise sono quelle indicate sulla confezione e vanno sempre rispettate.
Le gocce
Le gocce si possono assumere pure, lasciandole qualche istante in bocca prima di deglutire, oppure diluite in poca acqua tiepida. Chi trova troppo forte il sapore della propoli può scioglierle in una tisana o in una bevanda calda, purché non bollente.
La propoli in tazza
Mercoledì 11 novembre, giorno di San Martino, nel Ricettario dell’Emporio troverai una bevanda calda di arancia, limone, zenzero e miele: un rito della sera per i primi freddi, in cui qualche goccia di propoli trova posto in modo naturale, per chi la usa.
Dentro un percorso di stagione
Nella pratica dell’Emporium la propoli raramente si usa da sola. Nei mesi freddi si affianca spesso all’echinacea, come nelle Echinacea Bio Defense, e a un’alimentazione ricca di frutta e verdura di stagione. Dell’echinacea abbiamo parlato in Echinacea, la sentinella delle difese naturali, e di come il corpo si prepara all’autunno in Il corpo si raccoglie.
Le cautele: chi deve fare attenzione
Parlare delle proprietà della propoli senza parlare delle sue cautele sarebbe un errore. È un prodotto naturale, ma non per questo adatto a tutti.
L’allergia
La propoli è uno degli allergeni da contatto più conosciuti in dermatologia. Chi è allergico ai prodotti dell’alveare (miele, polline, pappa reale, cera) o alle resine e ai balsami vegetali, come il balsamo del Perù, non deve usarla. Anche chi non ha mai avuto allergie farebbe bene a provarne una piccola quantità prima di un uso regolare.
Asma, gravidanza e terapie
Le persone asmatiche dovrebbero usarla solo dopo aver sentito il medico, perché le reazioni allergiche possono essere più serie. Lo stesso vale in gravidanza, in allattamento e in caso di terapie farmacologiche in corso.
Propoli e bambini
Le formulazioni senza alcol sono pensate anche per i bambini, ma con i più piccoli vale una regola semplice: chiedi sempre prima al pediatra, che conosce la storia allergica del tuo bambino e può indicarti se e come usare la propoli.
Quando la gola non passa
Un mal di gola che dura più di qualche giorno, accompagnato da febbre alta, difficoltà a deglutire o placche, non è un caso per la propoli: è un caso per il medico.
Propoli e Scorpione: difendere il confine per continuare
Il 9 novembre, giorno di pubblicazione di questo articolo, la Luna nuova si forma alle 8 del mattino con il Sole e la Luna uniti nello Scorpione. Nella Sincronosofia lo Scorpione è Il Continuatore: il segno di ciò che si perpetua in noi sotto la soglia della coscienza, della vita che continua senza chiederci il permesso. Ne abbiamo parlato nella rubrica Le Porte di Giano dedicata allo Scorpione.
Pensa all’alveare d’inverno. Le api estive, che vivono poche settimane, lasciano il posto alle api invernali, che possono vivere diversi mesi. Si stringono in un grappolo intorno alla regina, si scaldano a vicenda vibrando i muscoli del volo, consumano lentamente le scorte di miele. L’alveare non vive per sé: vive per continuare, per arrivare intatto alla primavera. E la propoli è il confine che lo rende possibile.
C’è una lezione semplice in questo. Per continuare, bisogna saper difendere il proprio confine: chiudere le fessure da cui entra il freddo, restringere l’ingresso, scegliere cosa lasciar entrare. La Luna nuova in Scorpione è un buon momento per chiederselo. Quali sono le mie fessure? Dove disperdo le energie che mi servono per attraversare l’inverno?
Questa è una lettura simbolica, che appartiene alla Sincronosofia e non si sovrappone all’uso tradizionale della propoli.
Una settimana fa abbiamo raccontato un altro modo di custodire l’inverno: la quercia, che trattiene le foglie secche finché la gemma nuova è pronta.
Dove trovare il prodotto
Nel catalogo dell’Emporium Sadalmelik trovi la Propoli Gocce senza alcol di Erba Vita: un estratto di propoli in acqua e glicerina vegetale, titolato al 55% in polifenoli, senza alcol e solubile in acqua. È pensata proprio per i mesi freddi e i cambi di stagione descritti in questo articolo, e si assume pura o diluita in poca acqua, secondo le indicazioni della confezione.
Per un percorso di stagione più completo, la sinergia classica è con l’echinacea. E se ti interessa l’altro grande dono dell’alveare, la Pappa Reale accompagna i periodi di stanchezza. Se hai dubbi su cosa scegliere, scrivici: ti aiutiamo volentieri.
Chiusura
Le proprietà della propoli raccontano una storia di confini: una resina raccolta dagli alberi, trasformata dalle api in un muro che protegge la loro città per tutto l’inverno. Non è una medicina miracolosa, ed è giusto dirlo. È una compagna antica dei mesi freddi, da usare con attenzione e con rispetto.
Questa settimana, con la Luna nuova, prova a fare come l’alveare: chiudi una fessura. Un’abitudine che ti disperde, una sera in più di riposo, una sciarpa che dimentichi sempre. A volte la protezione comincia da gesti molto piccoli.
Fonti
- Composizione e origine botanica: Propoli — Wikipedia.
- Letteratura scientifica: PubMed — revisioni sulla propoli.
- Registro UE delle indicazioni sulla salute: Commissione Europea — EU Register of health claims.
Nota: Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere storico, culturale e divulgativo e non costituiscono consiglio medico, diagnosi o prescrizione terapeutica. La propoli non è un medicinale e le sue indicazioni sulla salute non sono autorizzate nell’Unione Europea. È controindicata in caso di allergia ai prodotti dell’alveare, alle resine o al balsamo del Perù; in caso di asma, gravidanza, allattamento o terapie in corso consulta il medico prima dell’uso, e per i bambini chiedi sempre al pediatra. Un mal di gola persistente o accompagnato da febbre richiede una visita medica. Prima di utilizzare qualsiasi integratore, consulta un professionista della salute qualificato.
La propoli è una resina che le api raccolgono dalle gemme e dalle cortecce degli alberi, soprattutto il pioppo in Europa, e usano per sigillare e proteggere l’alveare. È ricca di flavonoidi e acidi fenolici, e in laboratorio ha mostrato attività antiossidante e antimicrobica. Nella tradizione popolare è usata soprattutto per il benessere della gola e del cavo orale nei mesi freddi e nei cambi di stagione. Gli studi clinici sull’uomo sono però limitati, e nell’Unione Europea non esistono indicazioni sulla salute autorizzate per la propoli: le sue proprietà vanno intese come uso tradizionale, non come effetti terapeutici dimostrati.
Le gocce di propoli senza alcol si assumono pure, lasciandole qualche istante in bocca, oppure diluite in poca acqua tiepida o in una bevanda calda non bollente, secondo le dosi indicate sulla confezione. Sono estratte in acqua e glicerina invece che in alcol, quindi si sciolgono facilmente e sono adatte a chi evita l’alcol. Si usano soprattutto nei periodi freddi e ai cambi di stagione. Prima dell’uso è importante escludere un’allergia ai prodotti dell’alveare; in gravidanza, allattamento, in caso di asma o di terapie in corso va sentito il medico, e per i bambini il pediatra.
La propoli non va usata da chi è allergico ai prodotti dell’alveare, come miele, polline, pappa reale e cera, o alle resine e ai balsami vegetali, come il balsamo del Perù: è infatti uno degli allergeni da contatto più conosciuti in dermatologia. Le persone asmatiche dovrebbero consultare il medico prima di usarla, perché le reazioni allergiche possono essere più serie. Cautela anche in gravidanza, in allattamento e in caso di terapie farmacologiche. Per i bambini è sempre bene chiedere al pediatra. Chi non ha mai usato la propoli può provarne una piccola quantità prima di un uso regolare.