La zuppa di cipolle nasce sempre in silenzio. Si prende una cipolla bianca, la si pela senza fretta, e già l’aria cambia. È un profumo umile, ma insistente, che promette qualcosa di profondo. Le cipolle scendono in pentola con il burro chiarificato, che non brucia e non ha fretta. Sciolgono piano, diventano trasparenti, poi dorate. Nessun colore violento, solo pazienza. Un pizzico di farina, tostato a parte in padella, entra come un gesto antico, quasi dimenticato, per dare corpo senza appesantire. Il brodo vegetale, quello fatto in casa, già pronto, le accoglie e le accompagna. La zuppa sobbolle, respira, si raccoglie. È un piatto povero solo in apparenza. In realtà è una carezza calda, una di quelle che tengono insieme i pezzi quando fuori fa freddo e dentro si ha bisogno di semplicità vera.
Se non sai come preparare il brodo vegetale, gurada qui nel nostro ricettario