Il tempeh è uno di quei cibi che fanno pace tra “voglio qualcosa di sostanzioso” e “non voglio appesantirmi”. Quando lo metti in padella, all’inizio sembra timido, quasi neutro. Poi arriva il calore: comincia a dorare, a fare quella crosticina sottile che profuma di nocciola e pane tostato. Il rosmarino scrocchia appena nell’olio, il limone si alza in aria come una finestra aperta, e il tamari chiude il giro con una nota scura, pulita, sapida. È una ricetta semplice, ma ha un pregio raro: ti accompagna senza spingere, e lascia il corpo tranquillo.
Cos’è il tempeh, in breve
Il tempeh è soia fermentata con un fungo alimentare che “lega” i fagioli in un panetto compatto. Il sapore è delicato, leggermente nocciolato, con un fondo che ricorda i legumi e il pane. Se ben rosolato diventa croccante fuori e morbido dentro, ed è proprio lì che conquista.