Quercia gemmoderivato: proprietà della forza d’inverno

A novembre, quando i boschi si spogliano, molte querce restano vestite: tengono sui rami le foglie secche fino a primavera e le lasciano andare solo quando la gemma nuova le spinge via. In questo articolo raccontiamo le proprietà della quercia gemmoderivato, il macerato delle gemme che la tradizione gemmoterapica dedica alla stanchezza profonda e al recupero delle energie; distinguiamo la gemma dalla corteccia e dalla ghianda; e leggiamo l’albero di Zeus e dei Druidi alla luce dello Scorpione, il segno di ciò che continua.

Quercia gemmoderivato proprietà: l’albero che non si spoglia

Cammina in un bosco di collina in questi giorni di novembre. Gli aceri hanno già perso tutto, i castagni sono quasi nudi, i ciliegi selvatici sono rami scuri contro il cielo. Eppure alcune querce, la roverella soprattutto, sono ancora vestite: foglie secche, color cuoio, che frusciano al vento e non cadono. Prima di parlare delle proprietà della quercia gemmoderivato, vale la pena fermarsi davanti a questo albero che sembra rifiutarsi di spogliarsi.

I botanici chiamano questo fenomeno marcescenza1. Le foglie muoiono in autunno come quelle degli altri alberi, ma il punto in cui si staccano dal ramo non si forma del tutto: restano attaccate per tutto l’inverno. Se ne andranno solo in primavera, quando la gemma nuova, gonfiandosi, le spingerà via.

È un’immagine potente per questo inizio di novembre, il mese che si apre con Ognissanti e con la Commemorazione dei defunti. La quercia non strappa ciò che è finito. Lo custodisce finché la vita nuova non è pronta a prenderne il posto. E proprio da quella gemma che aspetta sotto le foglie secche nasce il rimedio di cui parliamo oggi.


L’albero di Zeus e dei Druidi

Non esiste cultura europea che non abbia venerato la quercia. A Dodona, in Epiro, sorgeva il più antico oracolo della Grecia: i sacerdoti di Zeus interpretavano la volontà del dio ascoltando il fruscio delle foglie di una quercia sacra. A Roma l’albero apparteneva a Giove, e la corona civica, intrecciata con foglie di quercia, era una delle onorificenze più alte: spettava a chi aveva salvato la vita di un concittadino in battaglia.

Il nome dei Druidi

Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, racconta che i Druidi della Gallia non avevano nulla di più sacro della quercia e del vischio che vi cresce sopra, e che celebravano i loro riti nei boschi di querce2. Lo stesso Plinio suggerisce che il loro nome venga dal greco drŷs, quercia. Gli studiosi oggi lo collegano a una radice celtica che unisce “quercia” e “sapienza”: i Druidi sarebbero, letteralmente, coloro che conoscono la quercia. Torneremo a parlare del vischio a fine mese, il 23 novembre.

Un albero che misura i secoli

La quercia farnia (Quercus robur) può vivere molti secoli, e in Italia diversi esemplari monumentali hanno visto passare generazioni intere. Cresce lentamente, con un legno denso e durissimo, che i cantieri navali hanno usato per secoli. La sua forza non è velocità: è durata. Ed è proprio questa qualità che la tradizione gemmoterapica ha cercato nelle sue gemme.


Corteccia, ghianda e gemma: tre usi diversi

Prima di entrare nelle proprietà della quercia gemmoderivato, è importante distinguere le parti dell’albero, perché ciascuna ha una storia e un uso diversi.

La corteccia: l’uso riconosciuto in Europa

La corteccia di quercia è la parte con la documentazione più solida. L’Agenzia europea per i medicinali (EMA/HMPC) le ha dedicato una monografia3 (oggi in fase di revisione), che ne riconosce l’uso tradizionale grazie alla ricchezza di tannini, sostanze astringenti: per uso interno nella diarrea lieve e acuta, per uso esterno in risciacqui e impacchi per le infiammazioni lievi della mucosa della bocca e della pelle. È un uso diverso da quello del gemmoderivato, e non va confuso.

La ghianda: il cibo dell’età dell’oro

Gli antichi chiamavano “età delle ghiande” il tempo mitico in cui gli uomini vivevano dei frutti spontanei della terra. Le ghiande sono state davvero un alimento, soprattutto nei periodi di carestia: macinate in farina, dopo lunghi lavaggi per togliere i tannini amari. Ancora oggi nei pascoli di querce della Spagna e del Portogallo i maiali allo stato brado si nutrono di ghiande in autunno.

La galla: l’inchiostro dei manoscritti

C’è poi una curiosità che pochi conoscono. Le galle di quercia, piccole sfere che l’albero forma in risposta alla puntura di un insetto, sono ricchissime di tannini. Unite a sali di ferro, hanno dato per oltre mille anni l’inchiostro ferrogallico4, quello con cui sono stati scritti gran parte dei manoscritti medievali. La memoria scritta dell’Europa, in un certo senso, è nata da una quercia.

La gemma: il gemmoderivato

Il gemmoderivato di quercia si ottiene dalle gemme fresche, raccolte in primavera nel momento in cui l’albero sta per riaprirsi. Le gemme vengono messe a macerare in una miscela di acqua, alcol e glicerina, per conservarne le sostanze dei tessuti in crescita. Il macerato glicerico dell’Emporium usa gemme biologiche di farnia, che in gemmoterapia è spesso indicata con il vecchio nome di Quercus pedunculata.


Le proprietà della quercia gemmoderivato nella tradizione

La gemmoterapia nasce in Belgio negli anni Cinquanta con il medico Pol Henry ed è stata sviluppata in Francia da Max Tétau, poi in Italia da autori come Fernando Piterà. L’idea di fondo è che la gemma, il tessuto embrionale della pianta, contenga in forma concentrata le potenzialità dell’albero intero.

Va detto con chiarezza: la gemmoterapia è una pratica tradizionale. Non esistono monografie europee sui gemmoderivati né studi clinici che ne dimostrino l’efficacia. Le proprietà della quercia gemmoderivato che descriviamo qui sono quelle trasmesse dalla tradizione gemmoterapica, non effetti terapeutici provati.

Il gemmoderivato della forza che dura

Nella tradizione, il macerato di gemme di quercia è uno dei grandi tonici generali della gemmoterapia. Non è il rimedio dell’energia nervosa e scattante, quella del caffè o dello zucchero, ma di una forza più profonda e lenta: la capacità di sostenere uno sforzo nel tempo. Per questo viene proposto nei periodi di stanchezza persistente, nella ripresa dopo un periodo impegnativo, nelle settimane di intensa attività fisica o mentale.

La scheda dell’Emporium lo descrive con un’immagine che ci piace molto: non il fuoco improvviso della fiamma, ma la brace che tiene il calore per ore senza consumarsi.

Quercia e stanchezza di stagione

Novembre è uno dei momenti in cui la stanchezza si fa sentire di più. Le giornate si accorciano, la luce cala, il cambio dell’ora ha spostato i ritmi, e il corpo deve adattarsi al freddo. È qui che le proprietà della quercia gemmoderivato trovano il loro spazio nella tradizione: accompagnare la stanchezza di stagione, senza forzare.

Il fiore che non si arrende

Anche Edward Bach, tra i suoi fiori, scelse la quercia (Oak): il rimedio di chi continua a lottare anche quando è esausto, e non si concede mai di fermarsi. È curioso come due tradizioni così diverse arrivino alla stessa immagine, la forza che dura. Ma con un avvertimento implicito: anche la quercia più forte, in inverno, riposa. Il gemmoderivato accompagna il recupero, non serve a ignorare la stanchezza.


Come si usa il macerato glicerico di quercia

Nella tradizione gemmoterapica il macerato glicerico di quercia si usa in gocce, diluite in poca acqua, lontano dai pasti. Le indicazioni d’uso precise sono quelle riportate sulla confezione del prodotto, e vanno sempre rispettate.

I cicli lunghi

I gemmoderivati lavorano nel tempo, e la quercia gemmoderivato non fa eccezione. La tradizione suggerisce cicli continuativi di qualche settimana o di alcuni mesi, con pause tra un ciclo e l’altro. Autunno e primavera sono i momenti classici per i percorsi di sostegno stagionale, e novembre, con il suo calo di luce, è uno dei più indicati.

Le sinergie della tradizione

Raramente la quercia si usa da sola. Nella gemmoterapia viene spesso associata ad altri alberi “tonici”, come la Sequoia, l’altro grande albero della longevità. Per chi cerca un sostegno adattogeno nei periodi di carico, la sinergia proposta dall’Emporium è con l’Eleuterococco.

La forza viene anche dalla tavola

Nessun gemmoderivato sostituisce il riposo, il sonno e il cibo. In questa stagione la forza passa anche dai piatti caldi e nutrienti: legumi, cereali integrali, verdure dell’orto d’inverno. Mercoledì 4 novembre, nel Ricettario dell’Emporio, troverai una zuppa di ceci e cavolo nero al rosmarino, pensata proprio come il piatto della “forza della terra” di questo articolo.


Quercia e Scorpione: custodire finché la vita nuova è pronta

Il 2 novembre, giorno di pubblicazione di questo articolo, il Sole attraversa lo Scorpione. Nella Sincronosofia lo Scorpione è chiamato Il Continuatore: il segno di ciò che si perpetua in noi senza chiederci il permesso, il sangue che si rinnova, il respiro che non si ferma, la memoria di chi è venuto prima.

Guarda di nuovo la quercia marcescente. Le sue foglie sono morte, eppure restano. Non vengono strappate, non vengono dimenticate: accompagnano l’albero per tutto l’inverno, proteggendo le gemme dal gelo, finché la vita nuova non è abbastanza forte da prenderne il posto. Non c’è immagine più precisa del Continuatore, e del senso profondo di questi giorni in cui ricordiamo i nostri morti.

La quercia ci insegna che il passato non va cancellato per far spazio al futuro. Va custodito, e lasciato andare al momento giusto, quando ciò che deve nascere è pronto. È una forza silenziosa, che non ha bisogno di mostrarsi: la stessa forza che la tradizione ha cercato nelle sue gemme.

Questa è una lettura simbolica, che appartiene alla Sincronosofia e non si sovrappone all’uso gemmoterapico.

La quercia chiude anche una piccola serie di alberi della soglia che abbiamo raccontato in queste settimane: il noce, il seme chiuso che deve essere sepolto, e il cipresso, l’albero sempreverde che veglia i passaggi. E il 9 novembre la Luna nuova in Scorpione aprirà il ciclo che ci porta verso l’inverno vero.


Dove trovare il prodotto

Nel catalogo dell’Emporium Sadalmelik trovi il Quercia Macerato Glicerico di Fitomedical, ottenuto da gemme biologiche di farnia in acqua, alcol e glicerina. Si usa in gocce diluite in poca acqua, lontano dai pasti, ed è pensato proprio per i percorsi di sostegno stagionale descritti in questo articolo.

Se vuoi costruire un percorso più ampio per la stanchezza di questo periodo, insieme alla Sequoia o all’Eleuterococco, scrivici: troviamo insieme la combinazione più adatta a te.


Chiusura

Le proprietà della quercia gemmoderivato raccontano una forza che non ha fretta: la forza di chi dura, di chi regge l’inverno senza strappare nulla, di chi aspetta che la vita nuova sia pronta. È un buon compagno per questo inizio di novembre, quando la luce cala e anche noi siamo chiamati a custodire più che a fare.

Questa settimana, se passi accanto a una quercia ancora vestita di foglie secche, fermati un momento ad ascoltarne il fruscio. A Dodona lo chiamavano la voce del dio. Forse è soltanto la voce di ciò che continua.


Fonti

  1. Marcescenza: Marcescenza — Wikipedia. Botanica della specie: Quercus robur — Wikipedia.
  2. Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, XVI, 249–251 (Druidi, quercia e vischio).
  3. Monografia europea EMA/HMPC su Quercus robur L., Quercus petraea (Matt.) Liebl., Quercus pubescens Willd., cortex (revisione in corso): European Medicines Agency — Quercus cortex.
  4. Inchiostro ferrogallico — Wikipedia.

Nota: Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere storico, culturale e divulgativo. La gemmoterapia è una pratica tradizionale: non esistono monografie europee sui gemmoderivati né studi clinici che ne dimostrino l’efficacia, e quanto descritto non costituisce consiglio medico, diagnosi o prescrizione terapeutica. Il macerato glicerico di quercia è un integratore alimentare e contiene alcol: in gravidanza, allattamento o in caso di terapie farmacologiche in corso consulta il medico prima dell’uso, e non somministrarlo ai bambini sotto i 3 anni. Una stanchezza che dura a lungo merita sempre un confronto con il medico. Prima di utilizzare qualsiasi preparato erboristico, consulta un professionista della salute qualificato.


Quali sono le proprietà della quercia gemmoderivato?

La quercia gemmoderivato è un macerato glicerico ottenuto dalle gemme fresche di farnia (Quercus robur, chiamata in gemmoterapia anche Quercus pedunculata), raccolte in primavera. Nella tradizione gemmoterapica, nata in Belgio con Pol Henry e sviluppata in Francia da Max Tétau, è considerata uno dei grandi tonici generali: viene proposta nei periodi di stanchezza persistente, nel recupero delle energie dopo un periodo impegnativo e nei cambi di stagione, in particolare in autunno. Si tratta di un uso tradizionale: non esistono monografie europee né studi clinici sui gemmoderivati, quindi queste proprietà non vanno intese come effetti terapeutici dimostrati.

Che differenza c’è tra gemmoderivato di quercia e corteccia di quercia?

Sono due parti diverse dell’albero, con usi diversi. La corteccia di quercia è ricca di tannini astringenti e ha una monografia dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA), che ne riconosce l’uso tradizionale interno nella diarrea lieve e l’uso esterno in risciacqui e impacchi per infiammazioni lievi della bocca e della pelle. Il gemmoderivato, invece, si ricava dalle gemme fresche macerate in acqua, alcol e glicerina, ed è usato nella tradizione gemmoterapica come tonico generale per la stanchezza e il recupero delle energie. Per il gemmoderivato non esiste una monografia europea.

Perché alcune querce non perdono le foglie in inverno?

Il fenomeno si chiama marcescenza. In alcune querce, in particolare la roverella (Quercus pubescens) e le farnie giovani, le foglie muoiono in autunno ma lo strato di cellule che dovrebbe staccarle dal ramo non si forma completamente. Le foglie secche restano così attaccate per tutto l’inverno e cadono solo in primavera, quando le gemme nuove si gonfiano e le spingono via. Secondo alcune ipotesi botaniche, questo proteggerebbe le gemme dal gelo e dagli animali. Nella lettura simbolica dell’Emporium è l’immagine di ciò che viene custodito finché la vita nuova è pronta.


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