Noce Gemmoderivato Trasformazione

Ottobre è il mese in cui si battono le noci, e il noce è uno degli alberi più ambigui della tradizione europea: generoso di frutti, ma capace di impedire ad altre piante di crescergli sotto; albero delle streghe di Benevento, ma anche “ghianda di Giove”. In questo articolo raccontiamo le proprietà del noce gemmoderivato, il macerato delle gemme che la gemmoterapia dedica al terreno intestinale e ai momenti di passaggio; distinguiamo la gemma dal frutto e dalla foglia; e leggiamo il seme chiuso nel guscio come immagine dello Scorpione, in cui il Sole entra il 23 ottobre.

Noce gemmoderivato proprietà: un albero che non lascia indifferenti

Chi ha un noce in giardino lo sa: sotto la sua chioma cresce pochissimo. L’erba si dirada, gli ortaggi soffrono, molte piante semplicemente non attecchiscono. Per secoli i contadini hanno detto che “l’ombra del noce è cattiva”, e avevano ragione. Le proprietà del noce gemmoderivato, di cui parliamo in questo articolo, appartengono a un albero che non lascia mai indifferenti.

Oggi sappiamo che il fenomeno ha un nome: allelopatia. Le foglie, le radici e i malli del noce rilasciano nel terreno lo juglone, una sostanza che inibisce la germinazione e la crescita di molte altre specie. Il noce si fa spazio da solo, e difende il proprio territorio.

Ottobre è il mese della battitura. Le noci cadono dal mallo ormai annerito, si raccolgono sul prato, si mettono ad asciugare in cassette di legno. È il momento giusto per raccontare questa pianta, e per distinguere bene il frutto che portiamo in tavola dalla gemma che la gemmoterapia usa come rimedio.


La ghianda di Giove e le streghe di Benevento

Il nome scientifico del noce è Juglans regia, e juglans viene con ogni probabilità da Jovis glans: la ghianda di Giove. Per i Romani la noce era il frutto degli dèi, e si lanciava sugli sposi durante i matrimoni come augurio di fertilità.

Ma il noce ha anche un volto notturno. La tradizione più famosa è quella di Benevento: la leggenda vuole che le streghe, le janare, si radunassero sotto un grande noce sulle rive del fiume Sabato. Si racconta che nel VII secolo il vescovo Barbato abbia fatto abbattere l’albero per liberare la città dai culti pagani dei Longobardi, ma che il noce, ostinato, sia sempre ricresciuto nello stesso punto. Ancora oggi il liquore più noto di Benevento porta il nome di Strega.

Il noce delle due notti

C’è un dettaglio della tradizione italiana che racconta bene questa doppia natura. Le noci verdi per il nocino si raccolgono nella notte di San Giovanni, il 24 giugno, al culmine della luce. Le noci mature si raccolgono invece adesso, in ottobre, quando la luce cala e ci si avvicina alla notte di fine mese. Lo stesso albero accompagna i due estremi dell’anno.


Tre parti, tre usi: frutto, foglia e gemma

Prima di parlare delle proprietà del noce gemmoderivato, è importante distinguere tre cose che spesso si confondono.

Il frutto: la noce in tavola

La noce che mangiamo è un seme ricco di grassi buoni, in particolare di acido alfa-linolenico, un omega-3 di origine vegetale. È uno dei pochi alimenti per cui l’Unione Europea ha autorizzato un’indicazione sulla salute: le noci contribuiscono al miglioramento dell’elasticità dei vasi sanguigni, con un consumo di circa 30 grammi al giorno all’interno di una dieta equilibrata². Mercoledì 21 ottobre la troverai protagonista nel Ricettario dell’Emporio, insieme a radicchio, cachi e melagrana.

La foglia: un uso esterno

La foglia di noce ha una sua monografia europea (EMA/HMPC, 2013)¹, che ne riconosce l’uso tradizionale esterno, in impacchi o bagni, per le infiammazioni lievi della pelle e la sudorazione eccessiva di mani e piedi. È un uso diverso da quello della gemma, e non va confuso.

Il mallo: colore e liquore

C’è poi una quarta parte, spesso dimenticata: il mallo, l’involucro verde che avvolge il guscio e che in ottobre si annerisce e si spacca. Chi ha raccolto noci a mani nude lo sa bene: il mallo macchia la pelle di bruno per giorni. È lo stesso juglone che inibisce le piante sotto l’albero, e per secoli è stato usato come colorante naturale per il legno, per la lana e perfino per scurire i capelli. Il mallo delle noci verdi è anche l’anima del nocino, il liquore di San Giovanni. Non è una parte usata in erboristeria per uso interno, ma racconta bene quanto sia “forte” la chimica di questo albero.

La gemma: il gemmoderivato

Il gemmoderivato di noce si ottiene dalle gemme fresche raccolte in primavera, quando l’albero sta per riaprirsi. Le gemme vengono messe a macerare in una miscela di glicerina e alcol (da qui il nome di macerato glicerico), per conservarne le sostanze dei tessuti in crescita. È questa la forma di cui parliamo nella prossima sezione.


Le proprietà del noce gemmoderivato nella tradizione

La gemmoterapia nasce in Belgio negli anni Cinquanta con il medico Pol Henry, ed è stata poi sviluppata in Francia da Max Tétau. L’idea di fondo è che la gemma, il tessuto embrionale della pianta, contenga in forma concentrata le potenzialità dell’albero intero.

Va detto con chiarezza: la gemmoterapia è una pratica tradizionale. Non esistono monografie europee sui gemmoderivati né studi clinici che ne dimostrino l’efficacia. Le proprietà del noce gemmoderivato che descriviamo qui sono quelle trasmesse dalla tradizione gemmoterapica, non effetti terapeutici provati.

Il terreno intestinale

Nella tradizione, il macerato di gemme di noce è il rimedio del terreno intestinale: viene usato per accompagnare l’equilibrio della flora batterica, soprattutto dopo periodi di squilibrio alimentare o nei cambi di stagione. Per questo viene spesso associato ai fermenti lattici, come i Fermenti Flor Stick, in percorsi di riequilibrio dell’intestino. Del legame tra intestino e difese abbiamo parlato in L’intestino, radice dell’immunità.

Il rimedio dei passaggi

C’è poi un uso più sottile, che la scheda dell’Emporium riassume così: il noce è il rimedio dei momenti di passaggio, quando serve lasciar andare vecchie tracce e ricostruire confini sani. Non è un caso che anche Edward Bach, nei suoi fiori, abbia scelto il noce (Walnut) come rimedio per i cambiamenti e le transizioni: due tradizioni diverse arrivano alla stessa immagine.

Le proprietà del noce gemmoderivato, in questa lettura, non riguardano un singolo organo ma il terreno: la capacità del corpo di adattarsi quando cambia la stagione, l’alimentazione o la vita.


Come si usa il noce gemmoderivato

Nella tradizione gemmoterapica il macerato di gemme di noce si usa in gocce, diluite in poca acqua, lontano dai pasti. Le indicazioni d’uso precise sono quelle riportate sulla confezione del prodotto, e vanno sempre rispettate.

I cicli stagionali

La gemmoterapia lavora per cicli: di solito qualche settimana di assunzione, seguita da una pausa. I momenti tradizionalmente scelti per il noce sono proprio i cambi di stagione, l’autunno e la primavera, quando il corpo deve adattarsi a temperature, ritmi e alimentazione diversi. Ottobre è uno dei due momenti classici: dopo l’estate, con i suoi eccessi e i suoi ritmi sregolati, e prima dell’inverno, quando l’intestino e le difese vengono messi alla prova.

Il noce dentro un percorso

Il noce raramente si usa da solo. Nella pratica dell’Emporium entra in percorsi più ampi, insieme ai fermenti lattici, a un’alimentazione ricca di fibre e verdure di stagione, e a piccoli gesti quotidiani come mangiare con calma e rispettare gli orari dei pasti. Il gemmoderivato accompagna il cambiamento, non lo sostituisce: il terreno si riequilibra soprattutto con quello che facciamo ogni giorno a tavola.

E la noce da mangiare?

La noce resta un alimento prezioso, soprattutto in questa stagione. Una manciata al giorno, circa 30 grammi, porta omega-3 vegetali, fibre e minerali come il magnesio. In autunno si accompagna bene con mele, pere, cachi e formaggi freschi: un modo semplice per portare in tavola, ogni giorno, lo stesso albero da cui nasce il rimedio.


Noce e Scorpione: il seme che deve essere sepolto

Il 19 ottobre, giorno di pubblicazione di questo articolo, il Sole è negli ultimi giorni della Bilancia. Il 23 ottobre entrerà in Scorpione. Nella Sincronosofia lo Scorpione è il segno delle profondità, della trasformazione, di ciò che deve morire in una forma per rinascere in un’altra.

Guarda una noce aperta. Il gheriglio, con i suoi due lobi e le sue pieghe, somiglia in modo impressionante a un piccolo cervello, ed è chiuso dentro un guscio duro, quasi impenetrabile. La tradizione delle segnature, nel Rinascimento, ne aveva fatto il frutto della testa. Noi ci vediamo un’immagine diversa: un seme che, per diventare albero, deve essere sepolto. Il guscio si apre solo sotto terra, nel buio e nell’umido dell’inverno.

È esattamente il passaggio dalla Bilancia allo Scorpione. La Bilancia cerca l’equilibrio alla luce, lo Scorpione accetta di scendere nel buio per trasformarsi. Il noce, albero solitario che non lascia crescere nulla sotto di sé e che la tradizione ha legato alle soglie notturne, è la pianta che accompagna questo passaggio.

Questa è una lettura simbolica, che appartiene alla Sincronosofia e non si sovrappone all’uso gemmoterapico.

Il noce ha un fratello in questo mese: la castagna, l’altro frutto chiuso nel guscio. Giovedì 22 ottobre, alla vigilia dello Scorpione, riproporremo Castagne e gemmoderivato di Sequoia. E se ti interessano i gemmoderivati letti in chiave simbolica, ti consigliamo La via del fico: perdono e dolcezza.


Dove trovare il prodotto

Nel catalogo dell’Emporium Sadalmelik trovi il Noce Macerato Glicerico di Fitomedical, ottenuto dalle gemme fresche di Juglans regia. Si usa in gocce diluite in poca acqua, lontano dai pasti, ed è pensato proprio per i percorsi di cambio di stagione e di riequilibrio del terreno descritti in questo articolo.

Per un percorso dedicato all’intestino, la sinergia classica è con i Fermenti Flor Stick. Se non sai da dove cominciare, scrivici: costruiamo insieme il percorso più adatto a te.


Chiusura

Le proprietà del noce gemmoderivato raccontano un albero che sa difendere il proprio spazio, che chiude il suo seme nel guscio e lo affida al buio perché diventi qualcos’altro. È un buon compagno per la fine di ottobre, quando la luce cala e anche noi siamo chiamati a scendere un po’ più in profondità.

Questa settimana, quando apri una noce, prenditi un momento per guardarla prima di mangiarla. Dentro c’è un albero intero che aspetta il suo inverno.


Nota: Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere storico, culturale e divulgativo. La gemmoterapia è una pratica tradizionale: non esistono monografie europee sui gemmoderivati né studi clinici che ne dimostrino l’efficacia, e quanto descritto non costituisce consiglio medico, diagnosi o prescrizione terapeutica. Il macerato glicerico di noce non va usato in gravidanza e allattamento senza parere medico, ed è sconsigliato in caso di allergia alla frutta a guscio. I macerati glicerici possono contenere alcol. In caso di terapie in corso o di disturbi intestinali persistenti, consulta il medico. Prima di utilizzare qualsiasi preparato erboristico, consulta un professionista della salute qualificato.


Quali sono le proprietà del noce gemmoderivato?

Il noce gemmoderivato è un macerato glicerico ottenuto dalle gemme fresche di Juglans regia, raccolte in primavera. Nella tradizione gemmoterapica, nata in Belgio con Pol Henry e sviluppata in Francia da Max Tétau, è usato per accompagnare l’equilibrio del terreno intestinale e della flora batterica, soprattutto nei cambi di stagione e dopo periodi di squilibrio alimentare. Viene spesso associato ai fermenti lattici. Si tratta di un uso tradizionale: non esistono monografie europee né studi clinici sui gemmoderivati, quindi le sue proprietà non vanno intese come effetti terapeutici dimostrati.

Che differenza c’è tra noce gemmoderivato, foglia di noce e noci da mangiare?

Sono tre parti diverse della stessa pianta, con usi diversi. Il gemmoderivato si ricava dalle gemme fresche ed è usato nella tradizione gemmoterapica per il terreno intestinale. La foglia di noce ha una monografia europea EMA del 2013 che ne riconosce l’uso tradizionale esterno, in impacchi o bagni, per infiammazioni lievi della pelle e sudorazione eccessiva di mani e piedi. Le noci da mangiare sono un alimento ricco di omega-3 vegetali, per cui l’Unione Europea riconosce un contributo all’elasticità dei vasi sanguigni con circa 30 grammi al giorno.

Perché il noce è legato alle streghe di Benevento?

Secondo la leggenda, le streghe di Benevento, chiamate janare, si riunivano sotto un grande noce sulle rive del fiume Sabato. Si racconta che nel VII secolo il vescovo Barbato fece abbattere l’albero per mettere fine ai culti pagani dei Longobardi, ma il noce sarebbe ricresciuto nello stesso punto. Il legame tra noce e mondo notturno nasce anche da un fatto botanico: sotto la sua chioma cresce poco, perché il noce rilascia nel terreno lo juglone, una sostanza che inibisce altre piante. Da qui la fama di albero “dall’ombra cattiva”.


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