Gennaio è il mese in cui l’amaro chiede ascolto. Il radicchio tardivo cresce nel gelo, si piega senza spezzarsi, concentra zuccheri proprio mentre tutto sembra ostile. Il miso nasce dalla fermentazione lenta, dal tempo che lavora al buio. Questo risotto è l’incontro tra due sapienze che non si sommano, ma si riconoscono. La tostatura del riso è una soglia, il brodo è il cammino, l’amaro arrostito del radicchio è la prova, il miso aggiunto alla fine è l’integrazione. È un piatto che non consola: chiarisce. Perfetto per gennaio, quando il corpo chiede calore e la mente pretende verità.
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