natto con riso caldo
Il natto non entra in cucina in punta di piedi. Entra con una voce sua, forte e vera, e chiede un attimo di presenza. Appena apri la confezione, l’odore si fa sentire: è fermentazione viva, senza trucchi, e per qualcuno è una soglia. Ma poi succede una cosa curiosa. Se lo tratti con calma, se lo mescoli bene finché diventa chiaro e filante, e lo appoggi su un riso caldo, quella spinta iniziale si addolcisce. Il calore del riso lo accoglie, la senape lo illumina, il cipollotto lo rende fresco. Non è un piatto da “prestazione”: è un piccolo rito quotidiano, da fare quando hai voglia di sperimentare e di ascoltare il corpo.
Cos’è il natto, in breve
Il natto è soia fermentata con un batterio specifico. È famoso per la consistenza viscosa e filamentosa, e per un profilo aromatico deciso. È un fermentato molto attivo: proprio per questo conviene avvicinarsi con gradualità e porzioni piccole, lasciando che il palato e la pancia imparino con i loro tempi.
Odore e sapore
L’odore è intenso e particolare, spesso descritto come “fermentato” in modo netto, con una nota che può ricordare formaggi stagionati o legumi molto maturi. Il sapore è più gentile dell’odore: umami, leggermente amarognolo, con un fondo di soia. La consistenza è cremosa e filante, ed è parte dell’esperienza.