Bardana proprietà benefici: la pianta che si attacca
Le proprietà e i benefici della bardana cominciano da un gesto che tutti abbiamo fatto almeno una volta: tornare da una passeggiata di fine estate e trovarsi i pantaloni, le calze o il pelo del cane pieni di piccole palline spinose, impossibili da staccare. Sono i capolini secchi della bardana, Arctium lappa, e ogni loro brattea termina con un minuscolo uncino. È il modo in cui la pianta affida i suoi semi a chiunque passi.
Nel 1941 un ingegnere svizzero, George de Mestral, tornò da una battuta di caccia nelle Alpi con il cane coperto di questi capolini. Li osservò al microscopio, vide gli uncini e passò anni a riprodurli su un tessuto. Il risultato fu brevettato nel 1955 con il nome di velcro, da velours e crochet: velluto e uncino. Uno degli oggetti più comuni del mondo moderno nasce, letteralmente, da una pianta di bordo strada.
Ma i capolini sono solo la parte che si vede. Quello che interessa alla tradizione erboristica sta sotto terra, ed è proprio in questi giorni d’ottobre che la radice di bardana raggiunge il suo momento.
Una radice che si raccoglie in ottobre
La bardana è una pianta biennale della famiglia delle Asteraceae, la stessa del tarassaco, della calendula e del carciofo. Il primo anno forma soltanto una grande rosetta di foglie larghe e vellutate, a volte lunghe mezzo metro. Il secondo anno sale in uno stelo alto, fiorisce in capolini violacei, fa i semi e muore.
Tutta l’energia del primo anno finisce nella radice: un fittone carnoso che può scendere per oltre mezzo metro nel terreno. Per questo la tradizione, e oggi anche la monografia europea, indica un momento preciso per la raccolta: l’autunno del primo anno, oppure la primavera del secondo, prima che la pianta spenda le sue riserve per fiorire. Le proprietà della radice di bardana sono, in questo senso, proprietà di accumulo: si raccoglie quello che la pianta ha messo da parte durante l’estate.
Il nome stesso conserva tracce di questa natura ruvida. Arctium viene dal greco árktos, l’orso, forse per l’aspetto ispido dei capolini; lappa era già il nome latino delle piante che si attaccano alle vesti. In molte campagne italiane la si chiama ancora “lappola” o “attaccavesti”.
Cosa dice la tradizione: le proprietà della radice di bardana
Le proprietà e i benefici della bardana sono documentati nell’erboristeria europea almeno dal Medioevo, quando la radice veniva preparata in decotto come “purificante del sangue”, secondo il linguaggio dell’epoca. Oggi quel linguaggio non si usa più, e la tradizione è stata rivista con criteri più rigorosi.
La monografia europea
Nel 2010 il Comitato per i medicinali vegetali dell’Agenzia europea dei medicinali (EMA/HMPC) ha pubblicato la monografia comunitaria sulla radice di Arctium lappa¹. La bardana vi è riconosciuta come medicinale vegetale di uso tradizionale, cioè sulla base di un impiego documentato nel tempo e non di studi clinici conclusivi. Le indicazioni tradizionali riconosciute sono tre:
- favorire l’aumento della quantità di urina, come coadiuvante del lavaggio delle vie urinarie nei disturbi lievi;
- la temporanea perdita di appetito;
- le condizioni di pelle seborroica, cioè la pelle grassa e tendenzialmente impura.
La monografia indica inoltre che, se i disturbi della pelle persistono oltre quattro settimane, è necessario rivolgersi al medico. L’uso non è raccomandato sotto i 18 anni per mancanza di dati.
I componenti della radice
La radice di bardana è ricca di inulina, una fibra solubile che può arrivare a una parte importante del peso secco, oltre a polifenoli (tra cui acidi caffeilchinici), lignani come l’arctigenina e piccole quantità di sostanze amare. La ricerca di laboratorio ha studiato in particolare l’attività antiossidante di questi composti², ma va detto con chiarezza: si tratta per lo più di studi preclinici, che non permettono di attribuire alla pianta effetti terapeutici sull’uomo. Le proprietà della bardana restano, a oggi, proprietà tradizionali.
Bardana e pelle: il confine che parla
Perché la tradizione ha sempre legato insieme la pelle, i reni e l’appetito? A prima vista sembrano tre ambiti scollegati. In realtà raccontano una stessa idea, molto antica: che la pelle mostri all’esterno quello che il corpo non riesce a smaltire per le vie interne.
Nella medicina popolare europea la bardana era la pianta del “terreno”: non si usava per un sintomo isolato, ma per accompagnare il corpo in un momento di cambiamento, soprattutto tra una stagione e l’altra. Il decotto di radice si beveva in autunno e a fine inverno, insieme ad altre piante del drenaggio come il tarassaco e l’ortica.
Per questo, quando parliamo di bardana e pelle, è giusto usare le parole con attenzione. La bardana non cura l’acne, la dermatite o altre condizioni che richiedono una diagnosi: nella tradizione erboristica è usata per la pelle grassa e impura, come sostegno alle funzioni di drenaggio del corpo. Le proprietà e i benefici della bardana stanno in questo ruolo di accompagnamento, non nella promessa di un risultato rapido.
Una sinergia classica: bardana e zolfo
Nella pratica dell’Emporium la bardana viene spesso affiancata dall’Oligoelemento Zolfo, il minerale che la tradizione oligoterapica associa proprio alla pelle e ai processi di depurazione. Ne abbiamo parlato nell’articolo Zolfo, il fuoco sottile della purificazione. E chi vuole approfondire il rapporto tra pelle, acqua e difese può leggere Quando la pelle parla.
La bardana in cucina: dal gobō giapponese al nostro orto
C’è un aspetto della bardana che quasi nessun articolo italiano racconta: la radice di bardana si mangia. In Giappone si chiama gobō, si coltiva in varietà selezionate dalla radice lunga e sottile e si trova in ogni supermercato. È l’ingrediente principale della kinpira gobō, un contorno di bardana e carota tagliate a fiammifero, saltate con olio di sesamo, salsa di soia e un filo di dolcezza.
Il sapore è terroso, leggermente dolce, con una nota che ricorda il carciofo, suo parente nella stessa famiglia botanica. La consistenza resta croccante anche dopo la cottura. Proprio per l’alto contenuto di inulina, la radice di bardana in cucina è anche una fonte interessante di fibra.
In Italia la radice fresca non è facile da trovare, ma si trova sempre più spesso nei negozi di alimentari asiatici e in alcuni mercati biologici. Mercoledì 7 ottobre pubblicheremo nel Ricettario dell’Emporio la nostra versione: radici saltate al sesamo e tamari, con la bardana e una variante con topinambur per chi non la trova. È il modo più semplice per capire che una pianta officinale può anche stare nel piatto.
Una precisazione importante: la raccolta spontanea della radice è sconsigliata a chi non conosce bene la botanica. In passato sono stati documentati casi di tisane di bardana contaminate da radice di belladonna, che è tossica, e la pianta giovane può essere confusa con altre specie. Meglio acquistare radice coltivata o preparati controllati.
Bardana e Bilancia: l’equilibrio tra trattenere e lasciare andare
Il 5 ottobre, giorno di pubblicazione di questo articolo, il Sole attraversa la Bilancia, dove resterà fino al 23 ottobre. Nella Sincronosofia la Bilancia è il segno dell’equilibrio tra due piatti: tra ciò che si accoglie e ciò che si restituisce, tra il dentro e il fuori.
Nel corpo, il confine tra dentro e fuori ha un nome preciso: la pelle. E la tradizione ha sempre legato la Bilancia anche ai reni, gli organi che filtrano e decidono cosa trattenere e cosa lasciare andare. Non è un caso che le indicazioni tradizionali della bardana tocchino proprio questi due ambiti.
Ma c’è anche una lettura più ampia. Ottobre è il mese in cui la forza della pianta scende nella radice: le foglie cadono, la linfa si ritira, quello che resta viene custodito sotto terra per l’inverno. Anche noi, in questo periodo, siamo chiamati a fare un lavoro simile: scegliere cosa portare con noi nella stagione fredda e cosa lasciare. La bardana, che trattiene nella radice e insieme aiuta a lasciar andare, è l’immagine vegetale di questo gesto.
Nella Sincronosofia questa è una lettura simbolica, che non si sovrappone all’uso erboristico: il simbolo orienta lo sguardo, la fitoterapia resta legata alle fonti.
Se vuoi continuare questo filo, ti consigliamo l’articolo Ottobre, il tempo della raccolta interiore, che riproporremo giovedì 8 ottobre. Chi conosce già il nostro blog ricorderà la bardana tra le piante di Digestione e fuoco interiore: depurare il corpo dalle scorie dell’autunno: lì era una delle cinque piante dell’asse fegato-digestione, qui è la protagonista.
Dove trovare il prodotto
Nel catalogo dell’Emporium Sadalmelik trovi la Bardana Bio, a base di radice di bardana da agricoltura biologica, in ampolle liquide da diluire in acqua. È pensata proprio per i percorsi di cambio di stagione descritti in questo articolo: drenaggio dei liquidi e benessere della pelle.
Per chi lavora sulla pelle, la sinergia tradizionale è con l’Oligoelemento Zolfo. Se hai dubbi su quale percorso sia adatto a te, possiamo parlarne insieme in negozio o via messaggio.
Chiusura
Le proprietà e i benefici della bardana si capiscono bene solo guardando la pianta intera: gli uncini che si attaccano a chi passa, le grandi foglie del primo anno, la radice che in ottobre custodisce tutto il lavoro dell’estate. È una pianta che insegna a trattenere ciò che serve e a lasciar andare il resto, ed è per questo che apre il nostro mese di ottobre.
Questa settimana, se puoi, fai una cosa semplice: la prossima volta che trovi un capolino di bardana attaccato ai vestiti, prima di staccarlo guardalo da vicino. Sotto quella pianta di bordo strada c’è una radice che lavora per tutto l’inverno.
Nota: Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere storico, culturale e divulgativo. I riferimenti alla tradizione erboristica e alla monografia EMA/HMPC descrivono un uso tradizionale, basato sull’impiego documentato nel tempo, e non costituiscono consigli medici, diagnosi o prescrizioni terapeutiche. La bardana è controindicata in caso di allergia alle piante della famiglia delle Asteraceae (come camomilla, arnica, tarassaco) e il suo uso non è raccomandato sotto i 18 anni, in gravidanza e in allattamento per mancanza di dati di sicurezza. In caso di terapie in corso, in particolare con diuretici o farmaci per il diabete, o di disturbi della pelle che persistono, consulta il medico. La raccolta spontanea della radice è sconsigliata a chi non ha competenze botaniche. Prima di utilizzare qualsiasi preparato erboristico, consulta un professionista della salute qualificato.
La bardana (Arctium lappa) è riconosciuta dalla monografia EMA/HMPC del 2010 come medicinale vegetale di uso tradizionale, cioè basato su un impiego documentato nel tempo. Le tre indicazioni tradizionali sono: favorire la diuresi come coadiuvante del lavaggio delle vie urinarie nei disturbi lievi, la temporanea perdita di appetito e le condizioni di pelle seborroica, cioè grassa e tendenzialmente impura. La parte usata è la radice, ricca di inulina e polifenoli. Le proprietà della bardana non sono confermate da studi clinici conclusivi: se i disturbi della pelle persistono oltre quattro settimane, la monografia raccomanda di consultare il medico.
Sì. In Giappone la radice di bardana, chiamata gobō, è un ortaggio comune: si coltiva in varietà a radice lunga e sottile e si cucina soprattutto nella kinpira gobō, un contorno di bardana e carota saltate con olio di sesamo e salsa di soia. Ha un sapore terroso e dolce, simile al carciofo, e una consistenza croccante. In Italia si trova nei negozi di alimentari asiatici e in alcuni mercati biologici. È meglio evitare la raccolta spontanea se non si hanno competenze botaniche, perché la pianta giovane può essere confusa con specie tossiche.
La radice di bardana si raccoglie nell’autunno del primo anno di vita della pianta, oppure nella primavera del secondo, prima della fioritura. La bardana è biennale: il primo anno forma solo una rosetta di foglie e accumula le riserve in un lungo fittone; il secondo anno fiorisce, produce i semi e muore, consumando la radice. Per questo ottobre è il momento classico della raccolta, indicato anche dalla monografia europea EMA/HMPC. Dopo la raccolta la radice viene lavata, tagliata ed essiccata per tisane, oppure usata per preparati liquidi.